Nell'ultimo mezzo secolo Marte ha ricevuto molte visite
dalla Terra, ma sempre da parte di navicelle senza equipaggio.
Nel 2030, però, potrebbe essere la prima volta di un essere
umano: a patto, naturalmente, che i programmi della Nasa siano
adeguatamente finanziati. Ma gli ingegneri e gli scienziati
non possono smettere di crederci, e non solo a Houston o Cape
Canaveral. Ci scommettono anche a Molvena, nell'Alta
vicentina. Dove un'azienda tessile rigorosamente made in
Italy, la Dainese, si sta preoccupando di come si vestiranno
il primo uomo e/o la prima donna che metteranno piede sul
"pianeta rosso", con temperature oscillanti tra -140 e +20
gradi centigradi. La tuta dei primi astronauti "marziani" ha
nome in codice «BioSuit» e la Dainese (fondata nel 1972) la
svilupperà in collaborazione col Mit, ma senza dimenticare la
propria tradizione creativa nell'abbigliamento per
motociclisti: non a caso è oggi main sponsor di Valentino
Rossi. In attesa del countdown del 2030, Dainese continua a
lavorare sul suo core business: l'ultima invenzione è un
sofisticato air bag elettronico per motociclisti. Perfetto per
il primo Moto Gp su Marte.

Nel
1972 a Molvena (in provincia di Vicenza) il ventiquattrenne
Lino Dainese fonda un'azienda che produce abbigliamento per
motociclisti. Con un obiettivo preciso: garantire la massima
sicurezza proteggendo il corpo dalla testa ai piedi nella
pratica di sport dinamici. L'idea alla base della mission
della Dainese arriva con un viaggio a Londra in moto durante
il quale il giovanissimo Lino, attuale presidente, osserva le
tute dei centauri inglesi, semplici guaine in pelle, e decide
di introdurre il colore ma, soprattutto, le protezioni
nell'abbigliamento dei biker. Da subito inizia la
collaborazione con piloti ai quali in seguito si aggiungono
sciatori, ciclisti e snowborder (da Giacomo Agostini a
Valentino Rossi, Giorgio Rocca, Giacomo Agostini, Kristian
Ghedina e Debora Compagnoni solo per citarne alcuni) che
permette lo sviluppo di una serie di prodotti tecnici, dai
paraschiena ai guanti fino a caschi, tute speciali, stivali e
altri accessori.
Una strada, guidata dalla ricerca e
dall'innovazione, che dopo trentasette anni di attività porta
l'azienda veneta negli Stati Uniti, al Mit di Boston, la
principale università americana specializzata in engineering
technology con la quale Dainese collabora per un progetto per
la Nasa: lo sviluppo di una tuta spaziale pressurizzata per la
prima passeggiata extraveicolare su Marte nel 2030. Il
risultato della collaborazione è la BioSuit, realizzata sulla
base di principi bio-medici: una tuta aderente, elastica,
attraversata da fili neri e dorati che garantiscono la giusta
pressione per il corpo, che consente una grande libertà di
movimento e assicura all'astronauta la massima protezione.
«I nostri prodotti sono pensati per unire il design e il
comfort alle necessarie caratteristiche di sicurezza e
protezione – fanno sapere dall'azienda –. Il 10% del
fatturato, 105 milioni l'anno scorso che arrivano a 144
milioni a livello di gruppo con Agv caschi acquisita nel 2007,
è re-investito in ricerca e sviluppo nel nostro centro interno
di ricerca, il D-tec dove 50 tra ingegneri, tecnici e medici,
sviluppano progetti speciali, linee di abbigliamenti ed
eseguono test su materiali e protezioni». A questo si aggiunge
un altro centro di ricerca e produzione per i caschi Dainese e
Agv a Campodoro, in provincia di Padova».
L'azienda sta
anche sperimentando il D-air, un sofisticato sistema di
air-bag elettronico inserito nella tuta dei motociclisti, un
progetto nato circa dieci anni fa che il mese scorso è stato
utilizzato per la prima volta da Valentino Rossi e Jorge
Lorenzo al Gran Premio di Donington, ma l'obiettivo è di
estenderne l'utilizzo anche ai biker non professionisti. «Un
sistema che in futuro – commentano dalla Dainese – potrebbe
trovare applicazioni anche in altri settori come il mondo del
lavoro». O l'equitazione, un segmento sportivo nel mirino di
Dainese. Ricerca a parte, nei piani di sviluppo del gruppo
vicentino – che realizza il 40% del suo fatturato all'estero
ed è presente in tutto il mondo con 18 monomarca, 50 shop in
shop e in numerosi multimarca – c'è il potenziamento della già
esistente Dainese Usa e l'apertura di una filiale in
Giappone.
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25 Agosto 2009 |
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